06 gennaio, 2014

Cambogia, impero Khmer


Angkor
La Cambogia è uno stato ancora molto povero, ma ricco di tradizioni e con un notevole patrimonio culturale (see Gallery). La Capitale è Phnom Penh, e ospita il Palazzo Reale all’interno di un complesso che contiene anche la Pagoda d’argento. In città si visita poi il monastero di Vat Ounalom e la collina del Vat Phnom, dove si trova un tempio buddista. Non può mancare una passeggiata all’interno del vivace Mercato Centrale, con i suoi colori e prodotti di ogni genere.


Lago Tonle Sap
Salendo verso Nord, lungo il Lago Tonle Sap, si passa nelle zone rurali della Cambogia, in villaggi tradizionali di contadini, tra raccoglitori di riso, artigiani e pescatori che vivono su palafitte e case galleggianti.  E si viene accolti sempre con molta cortesia ed un invitante sorriso; in un caso persino coinvolti in una festa familiare allargata.

A Battambang l’hotel è situato alla periferia della città, e da qui si può ammirare la fitta e verde vegetazione equatoriale.  Durante la visita del santuario di Ek Phnom si incontrano i bambini curiosi, che altro non sono che alunni di una semplice scuola all’aperto allestita vicino al tempio.
Dopo la sosta nel Mercato Centrale è la volta del Vat Pippitharam, dove si icontra qualche monaco che accetta di fare una fotografia insieme.

Angkor
Il cuore culturale del viaggio in Cambogia è Angkor, uno dei più grandi complessi archeologici del mondo, dove si vedranno anche piramidi che ricordano quelle di Tikal in Guatemala.

Il cuore dell’impero Khmer è la cittadella fortificata di Angkor Thom e al suo centro il Bayon, dove si ammirano bassorilievi e giganteschi volti di pietra del Buddha. Il luogo più suggestivo è il Ta Prohm, dove la natura attraverso imponenti alberi con gradi radici si è nei secoli appropriata dei monumenti, in un abbraccio che non ha eguali: è il suo trionfo. Spostandosi verso i villaggi della campagna si visita Bantey Srei e la cittadella delle donne.


Il ritorno verso Phnom Penh riserva ancora nuove sorprese: insieme ai simpatici compagni di viaggio si assiste alla cerimonia per il capodanno con la nonna della guida cambogiana; la possibilità (non sfruttata…) di mangiare ragni, serpenti e topi fritti; la vista di pittoresche scene di vita locale.

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